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	<title>Previdenza &#8211; Marco Buscemi</title>
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	<description>Consulente Finanziario</description>
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	<title>Previdenza &#8211; Marco Buscemi</title>
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		<title>TFR: tra nuove regole, vecchie abitudini e il bisogno di consapevolezza finanziaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 12:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di risparmio e previdenza, emerge un tratto tipicamente italiano: tutti conoscono l’importanza delle scelte finanziarie, ma pochi agiscono davvero in modo coerente. A cercare di correre ai ripari e rendere più concreta l’adesione alla previdenza complementare ci prova lo stato emanando la nuova legge di bilancio 2026 che introduce importanti novità sul TFR rappresentando un cambiamento significativo [&#8230;]]]></description>
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<p>Quando si parla di risparmio e previdenza, emerge un tratto tipicamente italiano: tutti conoscono l’importanza delle scelte finanziarie, ma pochi agiscono davvero in modo coerente. <br>A cercare di correre ai ripari e rendere più concreta l’adesione alla previdenza complementare ci prova lo stato emanando la nuova legge di bilancio 2026 che introduce importanti novità sul TFR rappresentando un cambiamento significativo rispetto al passato.</p>



<p>La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una serie di importanti modifiche al sistema della previdenza complementare regolato dal D.Lgs. 252/2005.</p>



<p>Si tratta di un intervento ampio, che coinvolge diversi aspetti fondamentali: <br>dall’adesione ai fondi pensione al finanziamento, dalla possibilità di spostare la propria posizione (portabilità) fino alle modalità con cui verranno erogate le prestazioni pensionistiche.</p>



<p>L’obiettivo generale del legislatore è duplice: aumentare la partecipazione dei lavoratori alla previdenza complementare e rendere più flessibile la fase di utilizzo del capitale accumulato, cioè il cosiddetto “decumulo”. La maggior parte delle novità entrerà in vigore il 1° luglio 2026, purché entro quella data Covip emani le necessarie istruzioni operative.&nbsp;<br>Fa eccezione la revisione del limite di deducibilità fiscale, che invece si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1.&nbsp;</strong><strong>Aumento del limite di deducibilità fiscale</strong></h2>



<p>Una delle novità più rilevanti riguarda l’innalzamento del tetto di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione: dal 2026 il limite sale a 5.300 euro annui. </p>



<p>Questa misura mira a rendere più conveniente la partecipazione alla previdenza complementare, offrendo uno spazio maggiore per beneficiare delle agevolazioni fiscali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aggiornamento dell&#8217;extra deducibilità per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007</strong></h3>



<p>Per i lavoratori che hanno iniziato l’attività lavorativa dopo il 2007 è previsto un ulteriore beneficio. Nei venti anni successivi al quinto anno di adesione possono dedurre contributi aggiuntivi per recuperare quanto non versato nei primi cinque anni di partecipazione. </p>



<p>Questa quota “extra” passa a 2.650 euro annui, permettendo di arrivare a un totale massimo deducibile di 7.950 euro l’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2.&nbsp;</strong><strong>Modifiche alle prestazioni della previdenza complementare</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Aumento della quota liquidabile in capitale</em></strong></h3>



<p>Attualmente, la regola generale consente di chiedere fino al 50% del montante finale in un’unica soluzione al momento del pensionamento. La riforma innalza questo limite al 60%, ampliando la libertà dell’aderente nel decidere come utilizzare il capitale accantonato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Introduzione di nuove modalità di erogazione della rendita</em></strong></h3>



<p>Oltre alla tradizionale rendita vitalizia, saranno disponibili nuove formule più flessibili e aderenti alle esigenze individuali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rendita a durata definita: corrisposta in rate annuali per un numero di anni pari alla speranza di vita residua determinata sulla base delle tavole demografiche ISTAT utilizzate per il calcolo della pensione obbligatoria. </li>



<li>Prelievi a chiamata: possibilità di effettuare prelievi liberi entro il limite delle rate maturate e non riscosse della rendita a durata definita. </li>



<li>Erogazione frazionata: con un periodo di erogazione non inferiore a cinque anni. È attribuito a Covip il compito di definire la periodicità e il numero minimo di rate in cui è frazionabile il montante accumulato.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Regole per la liquidazione ai beneficiari in caso di decesso</em></strong></h3>



<p>La normativa tutela in modo più forte il patrimonio dell’aderente in caso di morte durante l’erogazione di una rendita “a durata definita” o di un’erogazione frazionata: il montante residuo non si perde, ma viene integralmente corrisposto ai beneficiari indicati o, in mancanza, agli eredi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Tassazione delle nuove modalità di prestazione</em></strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rendita a durata definita e prelievi a chiamata: tassazione del 15%, con riduzione dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il 15°, fino a un minimo del 9%.</li>



<li>Erogazione frazionata (almeno 5 anni): tassazione del 20%, ridotta dello 0,25% annuo dopo il 15° anno, fino a un minimo del 15%.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Portabilità del contributo del datore di lavoro</strong></h2>



<p>Dopo due anni di partecipazione al fondo, se l’aderente decide di spostarsi in un altro fondo pensione mantiene anche il contributo del datore di lavoro, indipendentemente da quanto previsto dal contratto collettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. TFR e adesione automatica alla previdenza complementare</strong></h2>



<p>Per i lavoratori privati di prima assunzione (esclusi i domestici), viene introdotto un sistema di adesione automatica alla previdenza complementare. </p>



<p>L’iscrizione avviene automaticamente al fondo previsto dal contratto collettivo applicato in azienda. L&#8217;adesione ha carattere provvisorio per i primi 60 giorni, durante i quali il lavoratore può revocare, modificare o scegliere un altro fondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5. TFR e Fondo Tesoreria INPS</strong></h2>



<p>Il criterio per stabilire se il TFR deve essere versato al Fondo di Tesoreria INPS verrà modificato nel biennio 2026–2027: sarà basato sulla media annuale degli addetti dell’anno precedente attraverso soglie dinamiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6. La RITA non è più sperimentale ma diventa definitiva</strong></h2>



<p>Per la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), viene  potenziato l&#8217;accesso nell’agevolazione dell&#8217;uscita anticipata dal lavoro. <br>Consente l&#8217;anticipo fino a 5 anni (o 10 per disoccupati da oltre 24 mesi) dalla pensione di vecchiaia, utilizzando i fondi pensione complementari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo del consulente finanziario: trasformare l’inerzia in decisione</strong></h3>



<p>In questo scenario, il consulente finanziario diventa una figura chiave. Non solo per spiegare cosa cambia con le nuove regole del TFR, ma soprattutto per aiutare le persone a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>comprendere le conseguenze delle proprie scelte (o non-scelte);</li>



<li>valutare se la previdenza complementare è adeguata ai propri obiettivi;</li>



<li>costruire un percorso coerente e sostenibile nel tempo;</li>



<li>evitare di subire passivamente decisioni automatiche che potrebbero non essere ottimali.</li>
</ul>



<p>Se gli scenari futuri spaventano o paralizzano, la consulenza diventa lo strumento che permette di riprendere il controllo, trasformando l’incertezza in un progetto concreto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Frasi celebri</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il futuro appartiene a chi lo prepara oggi.<br><em>Malcolm X</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su…</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La pensione è quel momento in cui finalmente hai tempo… ma non più il TFR. </p>
</blockquote>



<p></p>
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		<title>Non Autosufficienza</title>
		<link>https://www.marcobuscemi.it/non-autosufficienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 11:16:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[La non autosufficienza è l&#8217;incapacità a compiere le azioni semplici della vita quali mangiare, vestirsi, lavarsi e camminare. Cosa augurarsi per la propria vita? Fra le tante speranze sicuramente vi è quella di diventare anziani godendo di ottima salute e di essere in grado di badare a se stessi autonomamente o, se così non dovesse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La non autosufficienza è l&#8217;incapacità a compiere le azioni semplici della vita quali mangiare, vestirsi, lavarsi e camminare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa augurarsi per la propria vita?</h2>



<p>Fra le tante speranze sicuramente vi è quella di diventare anziani godendo di ottima salute e di essere in grado di badare a se stessi autonomamente o, se così non dovesse essere, di potersi permettere un’assistenza dignitosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché augurarsi un’assistenza dignitosa?</h2>



<p>In Italia si vive a lungo infatti risulta essere uno dei Paesi più anziani al mondo: da noi ad oggi ci sono oltre 20.000 ultra centenari, gli over 80 sono oltre 4 milioni e nei prossimi 10 anni ci saranno quasi 800 mila ultra 80enni in più.<br>Una crescita esponenziale che dovrebbe aumentare fino a quasi raddoppiare il numero attuale degli over 80 nel 2050.<br>Allo stesso tempo siamo anche uno dei Paesi che fa meno figli e recentemente, a tal proposito, anche <strong>Elon Musk</strong> si è espresso sul nostro paese twittando: <strong>&#8220;Se l&#8217;andamento continua così, l&#8217;Italia non avrà più persone&#8221;</strong>.<br>Sicuramente in prospettiva la nostra cara Italia sarà sempre più un Paese per anziani, ma chi se ne prenderà cura?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non autosufficienti oggi</h2>



<p>In Italia ci sono quasi <strong>4 milioni di anziani non autosufficienti</strong>, che presentano gravi limitazioni, secondo le ultime stime Istat. Tali limitazioni sono di tale importanza che è indispensabile per loro essere affiancati e sostenuti in tutte le attività di base della vita quotidiana.</p>



<p>Una grossa parte di loro vive a casa mentre circa 300 mila sono ospiti in case di riposo; ciò significa che si porta la persona anziana nella casa di riposo quando non è proprio più possibile gestirla a casa con la badante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costa mensilmente la propria non autosufficienza?</h2>



<p>Il costo va dai 1200 ad oltre 4.000 euro a seconda delle Regioni e dal grado di autosufficienza che ci si trova ad affrontare.<br>Tutto ciò a fronte di un aiuto statale di circa 530 euro dell’assegno di accompagnamento.<br>I conti tornano? Dipende dalla pensione che si percepirà e/o dal proprio risparmio accantonato.<br>A tal fine ti suggerisco di leggere l’approfondimento sulla <a href="https://www.marcobuscemi.it/previdenza-complementare/" data-type="post" data-id="5"><strong>previdenza integrativa</strong></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenire è meglio che curare!</h2>



<p>Il vecchio adagio calza a pennello anche in questo caso.<br>Pensare al proprio benessere futuro in tempi non sospetti permette di tutelare se stessi e le proprie persone care.<br><br><strong>Pianificare la propria previdenza</strong> potrebbe preservare il proprio tenore di vita evitando di intaccare il risparmio accantonato che potrebbe tutelarci per eventuali imprevisti come una situazione di non autosufficienza potrebbe dare.<br><br>Non farlo potrebbe far sì che si rischi di intaccare parte, se non tutto, del patrimonio con il rischio, a fronte di imprevisti o necessità, di dover pesare economicamente sui propri cari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutele per l’assistenza di lungo termine</h2>



<p>Esiste da qualche anno la possibilità di una <strong>prevenzione per la non autosufficienza</strong> e gioca un ruolo strategico per tutelarsi dalle spese che eventi del genere possono causare.<br><br>Nate in Gran Bretagna, si stanno diffondendo anche in Italia da qualche anno, <strong>le polizze per la non Auto sufficienza</strong> chiamate <strong>Long Term Care</strong> (assistenza a lungo termine) o, abbreviando, <strong>LTC</strong>.<br><br>Le<strong> Long Term Care</strong> sono formule assicurative stipulate contro la non autosufficienza che può insorgere per: infortunio, malattia o normale deterioramento delle facoltà psico-fisiche collegato alla anzianità rendendo incapaci di svolgere gran parte delle attività elementari della vita quotidiana, quali ad esempio farsi il bagno, vestirsi e svestirsi, essere mobile, essere continente, alimentarsi, ecc</p>



<p>Lo Stato le ritiene di tale importanza che, al fine di fare aumentare le sottoscrizioni delle polizze, i premi delle <strong>Long Terme Care sono detraibili dalle imposte sul reddito per il 19%</strong> su un massimo di 1291 euro annui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi dovrebbe pensare al proprio futuro?</h2>



<p>La platea di persone che dovrebbero pensare a pianificare il proprio futuro è vasta:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>genitori che vogliono sollevare i figli dal dover in futuro sostenere spese di questo tipo;</li><li>single o divorziati, dato l’aumento delle cosiddette famiglie unipersonali;</li><li>tutte quelle persone che pensano di poter avere problemi derivanti da un sistema pensionistico sempre più fragile;</li><li>chiunque desideri una garanzia per una vecchiaia serena e al riparo da imprevisti.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di un professionista del settore.</h2>



<p>Pensare per tempo a garantirsi un futuro sereno ed economicamente stabile fa parte dei compiti di un buon consulente finanziario.<br>Iniziare a pianificare anzi tempo tali aspetti, oltre a permettere grandi risparmi di denaro, dà la certezza di una serenità economica che permette la tutela del proprio patrimonio ed una pianificazione finanziaria che tutela da imprevisti quasi certi.<br><br>Ragioniamoci assieme, <a href="https://www.marcobuscemi.it/contatti/" data-type="page" data-id="73"><strong>contattami ></strong></a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi Celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Sii sempre gentile coi tuoi figli dato che sono quelli che sceglieranno la tua casa di riposo.” </p><cite>PHYLLIS DILLER</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Devi stare in forma. Mia nonna iniziò a camminare per cinque miglia al giorno quando aveva sessant&#8217;anni. Ora ne ha novantasette, e non sappiamo dove diavolo sia finita.” </p><cite>ELLEN LEE DEGENERES</cite></blockquote>



<div class="wp-block-cover has-background-dim has-background-gradient mt-5 box-lead" style="background:linear-gradient(180deg,rgb(22,28,64) 0%,rgb(55,70,158) 100%);min-height:300px;aspect-ratio:unset;"><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="37" height="67" src="https://www.marcobuscemi.it/wp-content/uploads/2021/04/freccia.png" alt="freccia" class="wp-image-539"/></figure></div>



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		<title>T.F.R. pro e contro della scelta a 14 anni dalla legge.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 07:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella vita di un lavoratore dipendente la domanda su cosa fare del T. F. R. (ovvero trattamento di fine rapporto chiamato anche Buonuscita) gli sarà stata posta raramente: sicuramente nel 2007 per chi lavorasse già mentre per chi avesse iniziato a lavorare o abbia cambiato azienda successivamente al 2007, la fatidica domanda gli sarà stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella vita di un  lavoratore dipendente la domanda su cosa fare del T. F. R. (ovvero trattamento di fine rapporto chiamato anche Buonuscita) gli sarà stata posta raramente: sicuramente nel 2007 per chi lavorasse già mentre per chi avesse iniziato a lavorare o abbia cambiato azienda successivamente al 2007, la fatidica domanda gli sarà stata posta nei primi 6 mesi lavorativi nella nuova azienda. <br>La risposta a questa domanda quasi &#8220;amletica&#8221; (T.F.R.  in azienda o   T.F.R. nel fondo pensione) molto spesso viene richiesta a google o ad  amici, parenti e/o colleghi, con la conseguenza che  cambiare la destinazione iniziale del T.F.R. risulta molto complicato; ciò si può evincere dai dati pubblicati dalla COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione):  meno di un lavoratore su 3 ha aderito ad un fondo pensione ed il tasso di partecipazione ai fondi pensione scende a 1 su 5 per i giovani di età inferiore ai 35 anni.<br> </p>



<h2 class="wp-block-heading">T.F.R. in azienda o nel fondo pensione?</h2>



<p>Sicuramente la scelta è profondamente personale e la risposta dovrebbe variare a secondo delle esigenze del cliente.<br>E&#8217; quindi possibile che la maggioranza dei lavoratori italiani abbia la necessità di mantenere  il T.F.R. in azienda piuttosto che aderire ad un Fondo Pensione?<br>Potrebbe darsi che la domanda fatta al momento della scelta non sia ben posta?<br>La scelta del T.F.R. in azienda sarebbe sempre predominante se, prima di chiedere dove indirizzarlo, si capisse il perchè lo Stato ci impone una scelta?<br>Secondo la mia esperienza  vi sono altre domande da porre prima:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Perchè lo stato dal 2007 impone la scelta a tutti i dipendenti privati?</li><li>Cosa è il T.F.R. e come si calcola il suo rendimento in azienda?</li><li>Quali vantaggi fiscali dà lo stato  per indirizzarti verso il fondo pensione?</li><li>Cosa succede se lasci il TFR in azienda?</li><li>Quali sono le diverse tipologie di fondi pensione a cui aderire?</li><li>Come vengono investiti i tuoi soldi in un fondo pensione?</li></ul>



<p>Alla domanda su cosa sia il T.F.R. e come calcolarlo, molte persone a cui ho chiesto non mi hanno saputo dare un  riscontro (nemmeno mia moglie!) e ti dirò di più: l&#8217;argomento annoia e sopratutto richiede tempo ed approfondimenti.<br>In questo articolo voglio darti altri spunti di riflessione, rispetto alle domande poste,  poiché essendo passati 14 anni dall&#8217;obbligo della scelta si hanno sempre più informazioni e riscontri sulle diverse soluzioni.<br>Se volessi chiarimenti su tutte o su alcune delle precedenti domande non esitare a contattarmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scelta del T.F.R.: evidenze.</h2>



<ol class="wp-block-list"><li>La scelta imposta dal 2007 è dovuta al fatto che il futuro pensionistico degli italiani sarà sempre più insostenibile:  a conferma di ciò <strong>secondo i dati Istat 2019</strong> i<strong>n Italia ci sono  168,9 anziani ogni 100 giovani!</strong></li><li>La <strong>Busta arancione</strong> (ovvero la propria previsione pensionistica fatta dall&#8217;ente di appartenenza) dovrebbe essere segnalata al dipendente e fatta attenzionare allo stesso prima di prendere la decisione, in quanto renderebbe tangibile se vi fosse o meno la necessità di destinare il T.F.R. ad un fondo pensione;</li><li>Il T.F.R. è una risorsa che non intacca le nostre tasche nel presente, ma che sarà molto preziosa nel futuro: bisogna gestirlo al meglio. Oggi sono trascorsi già 14 anni dal entrata in vigore della legge e i rendimenti delle diverse soluzioni possono essere facilmente  confrontati: se lo ritenessi valido puoi spostare in ogni momento il T. F. R. dall&#8217;azienda verso un fondo pensione  (non potrai tornare indietro da questa scelta) e, passati 2 anni dall&#8217;adesione ad esso, puoi spostare il fondo pensione.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">T.F.R. lasciato in azienda: evidenze.</h2>



<ol class="wp-block-list"><li>Se hai già maturato 8 anni di T.F.R. hai un vantaggio enorme: la possibilità di <strong>diversificare</strong>, ovvero di &#8220;non mettere tutte le uova nello stesso paniere&#8221; scegliendo di destinare il T.F.R. futuro verso un fondo pensione ,avendo anche la possibilità di ottenere le anticipazioni da parte dell&#8217;azienda;  </li><li>Se lavori in una azienda con oltre 50 dipendenti hai uno svantaggio notevole: l&#8217;azienda deve confluire il tuo T.F.R.  al fondo Tesoreria Inps che esclude la possibilità di versamento a previdenza complementare del T.F.R. già maturato dal 2007; tradotto, se un giorno decidessi di spostare il T.F.R. dall&#8217;azienda ad un fondo pensione, lo potrai fare per il T.F.R. in divenire mentre quello già maturato non si potrà spostare dall&#8217;INPS;</li><li>Se cambi azienda spesso il T.F.R. ti sarà liquidato e potrebbe essere ottimo, qualora servisse liquidità, ma non sarebbe una buona soluzione qualora la liquidità non servisse poichè ogni volta subiresti una tassazione sonstanziosa. Ricorda di attenzionare tutti i vantaggi fiscali che lo Stato ha messo in atto in quanto potresti evitare di avere tassato la futura Buonuscita e  se dovesse succedere la tassazione potrebbe essere meno corposa.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">T.F.R. confluito in un fondo pensione: evidenze.</h2>



<ol class="wp-block-list"><li>I rendimenti negativi dei titoli di Stato impongono di fare un check-up al proprio investimento in quanto la maggioranza dei comparti garantiti e obbligazionari dei fondi pensione acquistano proprio titoli di Stato.</li><li>Scegliere il fondo di categoria poichè in esso versa una quota anche il datore di lavoro, non è detto che sia sempre vantaggioso, ciò dipende dal rendimento del fondo pensione e dalla durata dello stesso e sarebbe opportuno comparare i dati dei vari fondi.</li><li>Scegliere  il fondo in base al costo ha lo stesso ragionamento di sopra, potrebbe o meno convenire.<br>Se due fondi con costi diversi avessero lo stesso rendimento, ma in uno si è da soli a gestire tutto (comprese le emotività e le scelte degli investimenti), mentre nell&#8217;altro si è seguiti e consigliati dall&#8217;inizio e in tutta la durata del fondo, tu quale preferiresti? Anche qui sarebbe opportuno comparare diverse esperienze.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">T.F.R Che fare?</h2>



<p>L&#8217;argomento è complesso in quanto spazia dai tanti <strong>Vantaggi fiscali </strong>che lo Stato mette sul tavolo alla proiezione che la <strong>Busta Arancione</strong> dà della nostra futura pensione, dalla stabilità occupazionale del lavoratore dipendente alle competenze necessarie in materia finanziaria.<br>Come dicevo prima il T.F.R. è una risorsa fondamentale che non deve essere sottovalutata e quindi bisogna avere un compagno di strada accanto a sè che ci conduca  nelle scelte a te più congeniali: mantenere il tutto presso il datore di lavoro, farlo confluire nel fondo pensione o attuare la scelta salomonica del metà e metà.<br>Contattami ed insieme valuteremo la tua situazione attuale e vedremo come ottimizzare la scelta del T.F.R..</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi celebri.</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto.” </p><cite>ESIODO</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su.</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;2150, Italia. Finalmente i nati tra il 1978 ed il 2004 potranno andare in pensione.&#8221; </p><cite>ANONIMO</cite></blockquote>



<div class="wp-block-cover has-background-dim has-background-gradient mt-5 box-lead" style="background:linear-gradient(180deg,rgb(22,28,64) 0%,rgb(55,70,158) 100%);min-height:300px;aspect-ratio:unset;"><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
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		<title>Previdenza Complementare</title>
		<link>https://www.marcobuscemi.it/previdenza-complementare/</link>
					<comments>https://www.marcobuscemi.it/previdenza-complementare/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 11:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Investire in un piano di previdenza complementare&#160;è una decisione importante: significa&#160;pensare a mantenere&#160;il proprio tenore di vita una volta in pensione. Perchè una previdenza complementare? La pensione pubblica quando nacque era pensata in modo che 4 lavoratori contribuivano alla pensione di una persona. Oggi sono quasi 2 lavoratori a contribuire alla pensione di una persona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Investire in un piano di <strong>previdenza complementare</strong>&nbsp;è una decisione importante: significa&nbsp;pensare a mantenere&nbsp;il proprio tenore di vita una volta in pensione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perchè una previdenza complementare?</strong></h2>



<p>La pensione pubblica quando nacque era pensata in modo che 4 lavoratori contribuivano alla pensione di una persona. Oggi sono quasi 2 lavoratori a contribuire alla pensione di una persona ed in un non lontano futuro il rapporto sarà 1 a 1! <br></p>



<p>Oggi viviamo in un paese dove ci sono più persone sopra i 60 anni che persone sotto i 30 anni e parlare di <strong>Previdenza</strong> è fondamentale.<br></p>



<p>Una soluzione è quella di affidarsi a un&nbsp;fondo pensione&nbsp;,&nbsp;durante la vita lavorativa, per  accantonare parte dei propri risparmi che poi saranno restituiti con gli interessi una volta maturati i requisiti pensionistici.<br></p>



<p>E&#8217; quindi opportuno iniziare prima possibile ad aderire ad fondo pensione  dato che, nel corso della vita, anche il versamento di piccoli importi può portare a grandi rendite.</p>



<span id="more-5"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la pensione integrativa?</h2>



<p>La&nbsp;previdenza complementare&nbsp;integra quella obbligatoria dell&#8217;INPS o della propria Cassa Previdenziale di appartenenza per i liberi professionisti.  <br></p>



<p>I versamenti dell’aderente al Fondo pensione complementare affluiscono in un conto individuale per essere investiti sui mercati finanziari sulla base delle scelte fatte dall&#8217;aderente fra Titoli di Stato, obbligazioni e Azioni.</p>



<p><br>Al momento del pensionamento la somma maturata viene liquidata sotto forma di rendita e/o di capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa attenzionare prima di aderire ad un fondo pensione?</h2>



<p>Verifica la previsione fatta della tua cassa previdenziale di appartenza o dall&#8217;INPS ( <strong>Busta Arancione</strong> ) in merito a quanto riceverai come pensione e anche a quando.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>I Fondi pensione sono pieni di <strong>Vantaggi Fiscali</strong> :</li><li>deduzione dei contributi versati ( max 5164 € );</li><li>i rendimenti del fondo hanno una tassazione agevolata ( 20% al posto del 26% su azioni e obbligazioni );</li><li>un’aliquota agevolata alla liquidazione del 15% che si riduce dello 0,30% all’anno per ogni anno&nbsp;di permanenza nel fondo pensione oltre il quindicesimo,&nbsp;fino ad un’aliquota minima del 9%.</li></ul>



<p>Possibilità di destinare il TFR al fondo pensione sfruttando i precedenti vantaggi fiscali accennati ( ad eccezione della deducibilità in quanto il TFR non è deducibile);<br><br>Scegliere tra le&nbsp;diverse linee di investimento che più si addicono alla propria esperienza di investimento ed alla durata del fondo pensione.&nbsp;<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Previdenza integrativa: mai dai soli.</h2>



<p>Alla luce di quanto esposto sopra si evidenziano anche risvolti non semplici da fronteggiare nella scelta  e sopratutto nel proseguio della vita di un fondo pensione:</p>



<p>I Vantaggi Fiscali danno anche delle limitazioni alla liquidazione del capitale ed è quindi fondamentale prevedere dei piani B ed anche C. <br>Ecco i casi in cui si potrà accedere ai propri risparmi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Massimo 75%  del capitale in caso di malattie gravi per spese mediche e interventi di chi ha sottoscritto ma anche del coniuge e dei figli,</li><li>Massimo 75% dopo 8 anni dall’adesione potrai avere anticipo per l’acquisto della prima casa o ristrutturazione per te o un figlio,</li><li>Massimo 30% dopo 8 anni per altre spese non giustificate</li></ul>



<p>Si può riscattare il totale della pensione integrativa se:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>si è inoccupato per oltre  48 mesi</li><li>invalidità permanente per calo della capacità lavorativa di oltre un terzo</li><li>decesso; in questo caso il capitale  ai beneficiari designati.</li></ul>



<p>Anche la scelta delle linee di investimento deve essere ben calibrata alla partenza ed attenzionata nel durante.</p>



<p> Variazioni lavorative possono cambiare l&#8217;obiettivo da raggiungere cosi come l&#8217;andamento dei mercati finanziari e quindi verifiche peridioche in merito al raggiungimento dell&#8217;obiettivo vanno fatte periodicamente.<br><br>Non ultimo avere il campo normativo può sempre variare e quindi quattro occhi sono meglio di due!</p>



<p>Tutto questo sarà più facile con la mia collaborazione, <strong>non perdere tempo <a href="https://www.marcobuscemi.it/contatti/" data-type="page" data-id="73">contattami</a>!</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi celebri.</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Con la crescita zero l&#8217;Italia invecchia. Tra un po&#8217; avremo un pensionato a carico di ogni disoccupato.” </p><cite>ALTAN.</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su.</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Hanno alzato talmente tanto l&#8217;età pensionabile che per andare in pensione non ci vuole la terza età, ci vuole la reincarnazione!” </p><cite>ALESSANDRO SIANI.</cite></blockquote>



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