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	<title>Marco Buscemi</title>
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	<description>Consulente Finanziario</description>
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	<title>Marco Buscemi</title>
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		<title>TFR: tra nuove regole, vecchie abitudini e il bisogno di consapevolezza finanziaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 12:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di risparmio e previdenza, emerge un tratto tipicamente italiano: tutti conoscono l’importanza delle scelte finanziarie, ma pochi agiscono davvero in modo coerente. A cercare di correre ai ripari e rendere più concreta l’adesione alla previdenza complementare ci prova lo stato emanando la nuova legge di bilancio 2026 che introduce importanti novità sul TFR rappresentando un cambiamento significativo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di risparmio e previdenza, emerge un tratto tipicamente italiano: tutti conoscono l’importanza delle scelte finanziarie, ma pochi agiscono davvero in modo coerente. <br>A cercare di correre ai ripari e rendere più concreta l’adesione alla previdenza complementare ci prova lo stato emanando la nuova legge di bilancio 2026 che introduce importanti novità sul TFR rappresentando un cambiamento significativo rispetto al passato.</p>



<p>La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una serie di importanti modifiche al sistema della previdenza complementare regolato dal D.Lgs. 252/2005.</p>



<p>Si tratta di un intervento ampio, che coinvolge diversi aspetti fondamentali: <br>dall’adesione ai fondi pensione al finanziamento, dalla possibilità di spostare la propria posizione (portabilità) fino alle modalità con cui verranno erogate le prestazioni pensionistiche.</p>



<p>L’obiettivo generale del legislatore è duplice: aumentare la partecipazione dei lavoratori alla previdenza complementare e rendere più flessibile la fase di utilizzo del capitale accumulato, cioè il cosiddetto “decumulo”. La maggior parte delle novità entrerà in vigore il 1° luglio 2026, purché entro quella data Covip emani le necessarie istruzioni operative.&nbsp;<br>Fa eccezione la revisione del limite di deducibilità fiscale, che invece si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1.&nbsp;</strong><strong>Aumento del limite di deducibilità fiscale</strong></h2>



<p>Una delle novità più rilevanti riguarda l’innalzamento del tetto di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione: dal 2026 il limite sale a 5.300 euro annui. </p>



<p>Questa misura mira a rendere più conveniente la partecipazione alla previdenza complementare, offrendo uno spazio maggiore per beneficiare delle agevolazioni fiscali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aggiornamento dell&#8217;extra deducibilità per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007</strong></h3>



<p>Per i lavoratori che hanno iniziato l’attività lavorativa dopo il 2007 è previsto un ulteriore beneficio. Nei venti anni successivi al quinto anno di adesione possono dedurre contributi aggiuntivi per recuperare quanto non versato nei primi cinque anni di partecipazione. </p>



<p>Questa quota “extra” passa a 2.650 euro annui, permettendo di arrivare a un totale massimo deducibile di 7.950 euro l’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2.&nbsp;</strong><strong>Modifiche alle prestazioni della previdenza complementare</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Aumento della quota liquidabile in capitale</em></strong></h3>



<p>Attualmente, la regola generale consente di chiedere fino al 50% del montante finale in un’unica soluzione al momento del pensionamento. La riforma innalza questo limite al 60%, ampliando la libertà dell’aderente nel decidere come utilizzare il capitale accantonato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Introduzione di nuove modalità di erogazione della rendita</em></strong></h3>



<p>Oltre alla tradizionale rendita vitalizia, saranno disponibili nuove formule più flessibili e aderenti alle esigenze individuali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rendita a durata definita: corrisposta in rate annuali per un numero di anni pari alla speranza di vita residua determinata sulla base delle tavole demografiche ISTAT utilizzate per il calcolo della pensione obbligatoria. </li>



<li>Prelievi a chiamata: possibilità di effettuare prelievi liberi entro il limite delle rate maturate e non riscosse della rendita a durata definita. </li>



<li>Erogazione frazionata: con un periodo di erogazione non inferiore a cinque anni. È attribuito a Covip il compito di definire la periodicità e il numero minimo di rate in cui è frazionabile il montante accumulato.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Regole per la liquidazione ai beneficiari in caso di decesso</em></strong></h3>



<p>La normativa tutela in modo più forte il patrimonio dell’aderente in caso di morte durante l’erogazione di una rendita “a durata definita” o di un’erogazione frazionata: il montante residuo non si perde, ma viene integralmente corrisposto ai beneficiari indicati o, in mancanza, agli eredi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong><em>Tassazione delle nuove modalità di prestazione</em></strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rendita a durata definita e prelievi a chiamata: tassazione del 15%, con riduzione dello 0,30% per ogni anno di iscrizione oltre il 15°, fino a un minimo del 9%.</li>



<li>Erogazione frazionata (almeno 5 anni): tassazione del 20%, ridotta dello 0,25% annuo dopo il 15° anno, fino a un minimo del 15%.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Portabilità del contributo del datore di lavoro</strong></h2>



<p>Dopo due anni di partecipazione al fondo, se l’aderente decide di spostarsi in un altro fondo pensione mantiene anche il contributo del datore di lavoro, indipendentemente da quanto previsto dal contratto collettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. TFR e adesione automatica alla previdenza complementare</strong></h2>



<p>Per i lavoratori privati di prima assunzione (esclusi i domestici), viene introdotto un sistema di adesione automatica alla previdenza complementare. </p>



<p>L’iscrizione avviene automaticamente al fondo previsto dal contratto collettivo applicato in azienda. L&#8217;adesione ha carattere provvisorio per i primi 60 giorni, durante i quali il lavoratore può revocare, modificare o scegliere un altro fondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5. TFR e Fondo Tesoreria INPS</strong></h2>



<p>Il criterio per stabilire se il TFR deve essere versato al Fondo di Tesoreria INPS verrà modificato nel biennio 2026–2027: sarà basato sulla media annuale degli addetti dell’anno precedente attraverso soglie dinamiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6. La RITA non è più sperimentale ma diventa definitiva</strong></h2>



<p>Per la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), viene  potenziato l&#8217;accesso nell’agevolazione dell&#8217;uscita anticipata dal lavoro. <br>Consente l&#8217;anticipo fino a 5 anni (o 10 per disoccupati da oltre 24 mesi) dalla pensione di vecchiaia, utilizzando i fondi pensione complementari.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo del consulente finanziario: trasformare l’inerzia in decisione</strong></h3>



<p>In questo scenario, il consulente finanziario diventa una figura chiave. Non solo per spiegare cosa cambia con le nuove regole del TFR, ma soprattutto per aiutare le persone a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>comprendere le conseguenze delle proprie scelte (o non-scelte);</li>



<li>valutare se la previdenza complementare è adeguata ai propri obiettivi;</li>



<li>costruire un percorso coerente e sostenibile nel tempo;</li>



<li>evitare di subire passivamente decisioni automatiche che potrebbero non essere ottimali.</li>
</ul>



<p>Se gli scenari futuri spaventano o paralizzano, la consulenza diventa lo strumento che permette di riprendere il controllo, trasformando l’incertezza in un progetto concreto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Frasi celebri</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il futuro appartiene a chi lo prepara oggi.<br><em>Malcolm X</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su…</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La pensione è quel momento in cui finalmente hai tempo… ma non più il TFR. </p>
</blockquote>



<p></p>
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		<title>Gli italiani popolo di sonnambuli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 20:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Censis ogni anno, oramai da 57 anni, scatta a Dicembre una foto agli italiani e alla società italiana in generale. Il ritratto che ne viene fuori è un insieme forte di contraddizioni che purtroppo oramai da tempo caratterizza il popolo italico. Il Rapporto fatto dal Censis analizza i più significativi fenomeni socioeconomici e da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Censis ogni anno, oramai da 57 anni, scatta a Dicembre una foto agli italiani e alla società italiana in generale.</p>



<p>Il ritratto che ne viene fuori è un insieme forte di contraddizioni che purtroppo oramai da tempo caratterizza il popolo italico.</p>



<p>Il Rapporto fatto dal Censis analizza i più significativi fenomeni socioeconomici e da questa analisi emerge come, in Italia, tutti conoscano la direzione intrapresa dal Paese ma sembra che non si voglia vedere veramente dove questa direzione ci porterà, in quanto gli scenari ipotizzati paralizzano invece di mobilitare e generano inerzia dinanzi alla molteplicità delle sfide che la società contemporanea deve affrontare: se tutto è emergenza, nulla lo è veramente.</p>



<p>Si continuano a prendere, o non prendere, decisioni come se nulla fosse mutato e niente muterà del tempo; si va un po’ a caso, slegando il pensiero dalle azioni e le intenzioni dai fatti.</p>



<p>Non a caso il Censis, alla lettura dei dati, non esita a definire gli italiani “sonnambuli” che agiscono senza coscienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Movimenti migratori</strong></h2>



<p>Il nostro Paese continua ad essere più un luogo da cui andare via (sono quasi  6 milioni gli italiani attualmente residenti all’estero) più che attrarre (sono 5 milioni gli stranieri residenti nel nostro Paese).</p>



<p>Inoltre vi sono anche forti spostamenti all’interno dello stivale di persone in età lavorativa attiva (18- 65 anni): tra il 2018 e il 2021 le città di Napoli e Palermo al Sud e  di Venezia e Genova al Nord hanno avuto un ridimensionamento dei residenti che supera il 7% possibilmente a favore di città più grandi che nello stesso periodo sono  cresciute, come Milano, del 7,7%, e Roma, dell’8,0%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ricambio generazionale?</strong></h2>



<p>Il paese registra un importante calo delle nascite che, prevede il Censis, nel 2050 porterà ad avere circa 4 milioni e mezzo di residenti in meno.</p>



<p>Le persone con meno di 65 anni saranno 9,1 milioni in meno, mentre sarà la longevità a bilanciare la diminuzione di “nuovi” italiani, con 4,6 milioni di over 65 in più. Ciò comporterà che la forza lavorativa diminuirà notevolmente (- 8 milioni).</p>



<p>L’aumento dell’aspettativa di vita farà sì che la spesa per la sanità pubblica in Italia, dovrà per forza di cose aumentare dagli attuali 131 miliardi di euro, a 177 miliardi di euro dell’anno 2050.</p>



<p>In ultimo, vi sarà un forte incremento delle famiglie composte da una sola persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le contraddizioni più evidenti</strong></h2>



<p>Molte di queste informazioni sono note ai cittadini ma proprio qui spunta la contraddizione!</p>



<p>Sappiamo dal rapporto Censis che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’84% degli italiani teme clima impazzito e catastrofi naturali, ma il 95% delle abitazioni italiane non sono coperte da polizze assicurative specifiche;</li>



<li>il 53,1% ha paura che lo Stato italiano collassi finanziariamente, schiacciato dal debito pubblico, ma poi una grossa percentuale acquista costantemente emissioni pubbliche (Btp, Cdp, …) e si espone agli stessi rischi che si temono per lo Stato;</li>



<li>un buon 73,8% è consapevole che non ci saranno lavoratori sufficienti per pagare le pensioni, eppure i numeri di chi opta per un piano previdenziale integrativo restano al di sotto della media internazionale.</li>
</ul>



<p>Stesso discorso per la Sanità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>se il 69,2% non ha fiducia nella sanità pubblica non sono altrettanti quelli che investono in <strong>protezione sanitaria integrativa</strong>, i cui numeri sono tra i più bassi d’Europa.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un consulente finanziario può …</strong></h2>



<p>Un consulente finanziario gioca un ruolo fondamentale per cambiare le prospettive finanziarie degli italiani e per aiutarli a superare le contraddizioni evidenziate dal Rapporto Censis.</p>



<p>Trovare soluzioni che possano mantenere il benessere e dare serenità e sostenibilità al presente ed al futuro è il suo compito.<br><br>Se gli scenari ipotizzati paralizzano e generano l’aiuto di un consulente è un aiuto oramai indispensabile, oggi più che mai, per capire le attuali vulnerabilità di una persona e pianificare un progetto per costruire e tutelare il proprio avvenire. <br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Frasi celebri</strong><strong></strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il futuro inizia oggi, non domani.</p>
<cite>PAPA GIOVANNI PAOLO II</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ridiamoci su</strong> </h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Perfino il futuro una volta era meglio.</p>
<cite>KARL VALENTIN</cite></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale: possibilità e limiti</title>
		<link>https://www.marcobuscemi.it/lintelligenza-artificiale-possibilita-e-limiti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite in punta di piedi, abbiamo iniziato ad usarla quasi senza rendercene conto&#160;(Alexa&#160;Docet), adesso che sappiamo che è destinata a restare ci stupiamo ogni giorno di quello che è in grado di fare. Per qualcuno&#160;risulta essere il&#160;male assoluto, destinato addirittura a sostituire l’essere umano&#160;ma non volendo&#160;scomodare&#160;qui futuri&#160;fantascientifici alla Terminator [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite in punta di piedi, abbiamo iniziato ad usarla quasi senza rendercene conto&nbsp;(Alexa&nbsp;Docet), adesso che sappiamo che è destinata a restare ci stupiamo ogni giorno di quello che è in grado di fare.</p>



<p>Per qualcuno&nbsp;risulta essere il&nbsp;male assoluto, destinato addirittura a sostituire l’essere umano&nbsp;ma non volendo&nbsp;scomodare&nbsp;qui futuri&nbsp;fantascientifici alla Terminator (per i non Boomer, vecchio film degli anni 80 con vari sequel), non possiamo che accogliere con fiducia un’innovazione così coinvolgente e dai mille impieghi e possibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>N</strong><strong>on bisogna aver</strong><strong>n</strong><strong>e paura ma fiducia</strong></h2>



<p>Il mondo sta cambiando rapidamente ma è sempre l’uomo al centro del progetto:l’intelligenza artificiale altro non è che un supporto all’intelligenza naturale.</p>



<p>Il suo utilizzo&nbsp;ci proietta verso un miglioramento in tutti i settori della nostra vita.<br>La cosiddetta AI&nbsp;non&nbsp;dovrebbe&nbsp;quindi&nbsp;essere&nbsp;una minaccia, ma un’opportunità.</p>



<p>Basti pensare a&nbsp;quello che potrebbe fare per la&nbsp;medicina,&nbsp;per&nbsp;la ricerca scientifica,&nbsp;per&nbsp;l’astronomia,&nbsp;per&nbsp;gli studi storici, ma anche&nbsp;per&nbsp;l’economia … campi in cui l’impiego dell’AI non può che fungere da accelerante.</p>



<p>Nuove scoperte, nuovi strumenti di diagnosi, nuovi modi di vedere e analizzare i reperti del passato … non si può fare a meno di stupirsi ed entusiasmarsi di fronte a un progresso così veloce e dalle possibilità infinite.</p>



<p>In ambito diagnostico&nbsp;potrà essere di&nbsp;aiuto&nbsp;ai medici, la cui supervisione non potrà mai essere messa in discussione,&nbsp;per vedere oltre all’occhio umano e arrivare aformulare diagnosi più&nbsp;rapide e&nbsp;accurate.</p>



<p>Se si può ipotizzare che i&nbsp;compiti ripetitivi e di routine&nbsp;possano essere in futuro ad appannaggio di una macchina,&nbsp;come già avviene da decenni nelle fabbriche,&nbsp;è&nbsp;improbabile&nbsp;immaginare una sostituzione&nbsp;dove sia necessario dimostrare&nbsp;professionalità e competenze, oltre a una&nbsp;certa&nbsp;elasticità mentale.</p>



<p>Una persona&nbsp;fa&nbsp;scelte&nbsp;basandosi su un&nbsp;contesto culturale, politico e sociale. Non è perfetto e proprio per questo non è replicabile.</p>



<p>O almeno ci illudiamo che non lo sia, anche se ci dicono che l’intelligenza artificiale impara dai propri errori e si evolve, come farebbe un essere umano.</p>



<p>Possibile che possa ricevere gli input da&nbsp;se&nbsp;stessa, facendo a meno degli uomini? Chi ne ha paura ne è certo.</p>



<p>Realisticamente possiamo affermare che possiamo accettare delle conseguenze in favore del progresso, come è sempre successo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI</strong><strong>&nbsp;Act: l’Unione Europea si dota di una legge apposita</strong></h2>



<p>L’Unione Europea&nbsp;ha approvato&nbsp;l’AI Act, un pacchetto di norme comunitarie per regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale.</p>



<p>Uno strumento tanto potente come l’Intelligenza artificiale rischia di provocare conseguenze spiacevoli, come quelle che si sono viste nel caso dei “deepfake”,&nbsp;montaggi iperrealistici che imitano l’aspetto&nbsp;e/o la voce di una persona. Falsi così&nbsp;simili agli originali&nbsp;da non poter essere&nbsp;facilmente&nbsp;distinti.</p>



<p>Con l’avvento dell’Intelligenza artificiale&nbsp;è aumentata la capacità, anche per chi non ha nessuna dimestichezza con l’informatica,&nbsp;di creare e diffondere disinformazione.&nbsp;</p>



<p>Hanno iniziato a girare video, audio, verosimili ma clamorosamente falsi, in alcuni casi creati per gioco, nei peggiori&nbsp;casi creati&nbsp;con scopi&nbsp;criminali,&nbsp;e per questo motivo&nbsp;destabilizzanti e pericolosi.</p>



<p>La&nbsp;legislazione&nbsp;europea dovrebbe porre un freno a tutto questo,&nbsp;giungendo a tutelare gli utenti&nbsp;un anno&nbsp;dopo&nbsp;il lancio di ChatGPT&nbsp;sul mercato, ossia del primo chat box di intelligenza artificiale che ha dato il via al nuovo corso.&nbsp;</p>



<p>L’<strong>AI Act</strong><strong>&nbsp;</strong>porrà dei paletti&nbsp;all’uso sconsiderato dell’intelligenza artificiale,&nbsp;proibirà&nbsp;alcune&nbsp;applicazioni e introdurrà&nbsp;procedure di salvaguardia&nbsp;degli utenti&nbsp;da&nbsp;possibili&nbsp;abusi e violazioni dei diritti fondamentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Intelligenza artificiale e consulenza finanziaria</strong></h2>



<p>Il settore della consulenza finanziaria non&nbsp;può e non deve restare indietro.&nbsp;</p>



<p>Il mercato finanziario&nbsp;è&nbsp;una realtà&nbsp;complessa e&nbsp;multiforme, la cui evoluzione&nbsp;dipende da una serie di fattori&nbsp;storici e politici che&nbsp;cambiano repentinamente.</p>



<p>L’Intelligenza artificiale è&nbsp;sì&nbsp;in grado di&nbsp;automatizzare attività ripetitive,&nbsp;o di&nbsp;fornire analisi predittive,&nbsp;ma i dati vanno letti e interpretati e solo l’esperienza e la prontezza umana possono trasformare gli input dati da una macchina in&nbsp;esperienzepersonalizzate per&nbsp;dei&nbsp;clienti&nbsp;reali.</p>



<p>L&#8217;AI&nbsp;offre una serie di potenziali vantaggi per la consulenza finanziaria,&nbsp;e sarebbe assurdo precludersi la possibilità di migliorare la propria&nbsp;efficienza&nbsp;lavorativa, ma il&nbsp;processo&nbsp;di&nbsp;analisi dei dati e la generazione di report&nbsp;che potrebbero essere richiesti ad un’intelligenza artificiale, per essere efficaci&nbsp;vanno letti e interpretati.</p>



<p>Ben venga un’intelligenza artificiale in grado di leggere e&nbsp;analizzare i dati storici e le tendenze&nbsp;del mercato, che inquadra i&nbsp;potenziali rischi e&nbsp;le&nbsp;opportunità&nbsp;del momento.&nbsp;Si può dire che&nbsp;l’AI&nbsp;lavori&nbsp;su meri dati e grandi numeri,&nbsp;mentre&nbsp;il consulente lavora sul cliente, sulle sue emozioni, sulle sue reazioni alle situazioni&nbsp;e&nbsp;può riuscire aprevedere&nbsp;quello che nessun computer può rivelare.</p>



<p>Se i consigli&nbsp;sono&nbsp;personalizzati e pertinenti&nbsp;è perché si proiettano i dati&nbsp;su unasituazione personale, che non sarà mai la stessa di un altro cliente.</p>



<p>Per fortuna, oserei dire,&nbsp;ci sono competenze e capacità che&nbsp;restano caratteristiche peculiari&nbsp;dell’essere umano, e l’intelligenza umana sta tutta nel comprendere di poter avere bisogno di un’intelligenza artificiale, senza abusarne laddove non serve, e sfruttandola pienamente invece laddove si può farlo.</p>



<p>Già vediamo come le aziende che si sono adeguate e hanno scommesso sull’Intelligenza artificiale stiano facendo da traino alla crescita economica un po’ in tutto il mondo.</p>



<p>Questo crescente interesse verso l’AI sta aumentando il valore di queste stesse aziende, per non parlare della nascita di nuove startup, che stanno sfruttando la propensione degli investitori&nbsp;a puntare su questo&nbsp;settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h2>



<p><strong>L’</strong><strong>intelligenza artificiale&nbsp;</strong><strong>è uno strumento che supporta&nbsp;</strong><strong>il lavoro e&nbsp;</strong><strong>permette di</strong><strong>offrire servizi più&nbsp;</strong><strong>efficienti</strong><strong>.&nbsp;</strong></p>



<p>In quanto prodotto umano è a sua volta soggetta ad errori, per cui non può costituire una scorciatoia o un alibi per lavorare di meno, ma uno stimolo per lavorare meglio.&nbsp;<br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Frasi celebri</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“L’intelligenza artificiale è come un’arma a doppio taglio: può portare benefici straordinari ma anche sollevare dubbi etici profondi.”</p>
<cite>ELON MUSK</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ridiamoci su</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“L’unico problema che l’intelligenza artificiale non può risolvere è l’ignoranza vivente.”</p>
<cite>MARCO TREVISAN  </cite></blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Come proteggere la tua Casa e il tuo portafoglio</title>
		<link>https://www.marcobuscemi.it/come-proteggere-la-tua-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 11:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rischio]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela del Patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cambiamento climatico è un argomento che ci riguarda in prima persona, anche se apparentemente sembrerebbe un concetto astratto, lontano dalla nostra realtà e dalla nostra possibilità di porvi rimedio. Non si tratta soltanto di temperature in aumento, con conseguente irrespirabilità dell’aria, si tratta anche di alluvioni, incendi, terremoti, inondazioni e persino di uragani, un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il cambiamento climatico è un argomento che ci riguarda in prima persona, anche se apparentemente sembrerebbe un concetto astratto, lontano dalla nostra realtà e dalla nostra possibilità di porvi rimedio.</p>



<p>Non si tratta soltanto di temperature in aumento, con conseguente irrespirabilità dell’aria, si tratta anche di alluvioni, incendi, terremoti, inondazioni e persino di uragani, un tempo inimmaginabili in un paese mediterraneo.</p>



<p>Gli uragani del Mediterraneo li hanno chiamati “Medicane” e si alimentano dal solo calore latente fornito dalla sempre più calda superficie di un mare chiuso come il Mediterraneo.</p>



<p>Il Medicane Daniel, che ha sfiorato l’Italia, ha travolto la Libia, con le conseguenze devastanti che tutti noi abbiamo negli occhi nella cronaca della prima metà di settembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cattive abitudini e il rischio è servito</h2>



<p>Fa più caldo: accendiamo tutti i condizionatori. Troppi condizionatori accesi causano interruzioni di corrente. Nel peggiore dei casi ci troviamo in pieno blackout. Interruzioni di corrente e blackout danneggiano i nostri elettrodomestici. Gli elettrodomestici danneggiati possono favorire incendi.</p>



<p>Per quanto il nostro impianto possa essere moderno e a basso rischio, possiamo dire lo stesso di quello dei nostri vicini di pianerottolo? Di tutti i signori che abitano nel palazzo?</p>



<p>Mentre l’ambiente attorno a noi piange le conseguenze del riscaldamento globale, il nostro patrimonio immobiliare è a serio rischio.</p>



<p>Abbiamo visto come il maltempo con alluvioni, grandine e nubifragi ha sconvolto diverse zone dell’Italia, dalla Lombardia al Veneto passando per l’Emilia-Romagna (per la quale si stimano circa 10 miliardi di euro di danni di cui <strong>solo il 6% coperto da assicurazione</strong>).</p>



<p>Non a caso i prezzi delle polizze a copertura dell’abitazione registrano sensibili aumenti.</p>



<p>Analizzando i dati Istat, risulta che i prezzi delle assicurazioni sulle abitazioni sono saliti del 9,1% a luglio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un forte rialzo che con ogni probabilità, secondo i periti, risponde anche alla maggiore domanda di coperture assicurative per la casa da parte degli italiani.</p>



<p>Prima di subire gli stessi danni già occorsi magari a un conoscente, o a un vicino, ci si potrebbe tutelare in modo assolutamente semplice, investendo sul proprio futuro e cercando soluzioni convenienti e adatte.</p>



<p>Perché in questi casi il fatalismo non paga, la percezione del rischio sì!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come proteggersi: consulenti e polizze</h2>



<p>Una polizza che prevede incendi, rischi idrogeologici, terremoti, calamità naturali, non solo tutela te stesso ma anche gli altri, perché ti mette al sicuro in caso di danni a terzi.</p>



<p>Non si può fare affidamento su aiuti esterni, in primis gli amici e i parenti, ma neppure possiamo dare per scontato che la legge ci tuteli.</p>



<p>E se lo fa abbiamo presente i tempi biblici degli aiuti di Stato.</p>



<p>Le polizze assicurative sulle abitazioni coprono rischi di ogni genere, ma questo va <strong>valutato e discusso con un consulente</strong> perché occorre scegliere il prodotto specifico più adatto, non andare a colpire a caso il fenomeno avverso che ci spaventa di più.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il clima lo si aiuta partendo dalla nostra casa</h2>



<p>Le nostre case sono il nostro rifugio, ma il cambiamento climatico può mettere alla prova anche la più solida delle abitazioni.</p>



<p>Inondazioni, alluvioni, incendi forestali, e tempeste sempre più intense sono solo alcuni degli effetti che possono minacciare la tua proprietà.</p>



<p>Per difendere il tuo tesoro sono tanti gli accorgimenti che puoi adottare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Assicurazione adeguata: la polizza assicurativa va adeguata ai rischi, assicurati di avere una copertura completa che includa danni da catastrofi naturali.</li>



<li>Ispezione periodica: fai ispezionare regolarmente la tua casa per identificare eventuali problemi strutturali o vulnerabilità climatiche.</li>



<li>Efficienza energetica: riduci la tua impronta di carbonio e risparmia denaro con un&#8217;efficienza energetica migliorata. Isolamento, finestre a doppio vetro e apparecchiature a basso consumo dopo l’inevitabile investimento iniziale, abbattono costi e rischi.</li>



<li>Arca di Noè verde: se hai lo spazio e la possibilità, crea un giardino con piante resistenti al calore e alla siccità per il tuo angolo di paradiso. Ridurranno l&#8217;erosione e ti faranno risparmiare sull&#8217;irrigazione.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Numeri che contano: sostenibilità è la parola d’ordine</h2>



<p>La visione della fragilità delle nostre abitazioni è diventata col tempo una questione di importanza nazionale, ma non solo.</p>



<p>Non sono pochi gli italiani che hanno preso a cuore i rischi del cambiamento climatico e che si sono già attivati per adottare tutte le opportune misure per affrontare i rischi.</p>



<p>Lo dicono le statistiche: negli ultimi anni gli investimenti in soluzioni sostenibili per il patrimonio immobiliare sono aumentati del 20%, Il 70% delle famiglie italiane ha cambiato le proprie abitudini per ridurre l&#8217;impatto ambientale delle loro case, ad esempio, riducendo il consumo energetico e l&#8217;uso della plastica.</p>



<p>Per di più le case costruite seguendo standard ecologici e antisismici stanno guadagnando terreno nel mercato immobiliare, con una crescita del 15% delle richieste.</p>



<p>Intanto nel mondo ci si interroga sulle conseguenze materiali dei cambiamenti climatici: in un nuovo studio dell’<strong>Università dello Utah</strong>, pubblicato su <strong>Environmental Research Letters</strong>, si evidenzia come immobili, proprietà e terreni siano messi a serio rischio da incendi, alluvioni e altre catastrofi.</p>



<p>Secondo lo studio americano questi fenomeni potrebbero far collassare il settore della <strong>Real estate</strong>, abbattendo il valore di case e palazzi, così come sta avvenendo in California, dove le compagnie di assicurazione non offrono più polizze a tutela da eventi ormai all’ordine del giorno e non più eccezionali.</p>



<p>In attesa che le politiche ambientali incidano maggiormente ognuno nel suo piccolo può tutelare se stesso <strong>tutelandosi quando ancora è possibile farlo</strong> e cambiando le proprie abitudini.</p>



<p>In conclusione, il cambiamento climatico è una realtà che non possiamo ignorare. Ma possiamo affrontarlo con intelligenza, proteggendo le nostre case e il nostro futuro. Investire nella tutela del tuo patrimonio immobiliare non è solo un atto saggio ma anche un gesto che può portare a un futuro più verde e più sicuro!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“L&#8217;unico motivo per cui il riscaldamento globale sembra inarrestabile è che non abbiamo ancora provato a fermarlo.”</p>
<cite>GREGG EASTERBROOK</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Le condizioni climatiche nell’inferno sono certamente spiacevoli, ma la compagnia della gente di là sarebbe interessante.”</p>
<cite>OSCAR WILDE</cite></blockquote>
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		<title>Eurostat: Struttura della popolazione e invecchiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 16:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Che l’Italia non sia un paese per giovani ce lo siamo sempre detto, ma adesso ce lo dicono chiaramente anche le stime dell’indagine Eurostat (ufficio statistico dell’Unione Europea) su “Struttura della popolazione e invecchiamento”. Se è vero che tutta l’Europa sta inesorabilmente invecchiando, il nostro Paese detiene il primato della popolazione più longeva. L’Italia è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Che l’Italia non sia un paese per giovani ce lo siamo sempre detto, ma adesso ce lo dicono chiaramente anche le stime dell’indagine Eurostat (ufficio statistico dell’Unione Europea) su “Struttura della popolazione e invecchiamento”.</p>



<p>Se è vero che tutta l’Europa sta inesorabilmente invecchiando, il nostro Paese detiene il primato della popolazione più longeva.</p>



<p>L’Italia è infatti il Paese d’Europa con l’età dei suoi cittadini più alta, con una media di 48 anni.</p>



<p>Il confronto con gli altri paesi e con gli anni appena trascorsi lascia sbalorditi: l’età media della popolazione europea a inizio 2019 si attestava a 43,7 anni, con un’età che andava dai 37,7 anni degli irlandesi e dei ciprioti, ai 46,7 anni degli italiani. Come detto, in poco tempo l’età media in Italia ha raggiunto il picco dei 48.</p>



<p>L’Eurostat ci dice che questi dati saranno “di cruciale importanza per i decenni a venire”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Popolazione anziana</h2>



<p>Parlando di popolazione diversamente giovane, se nel 2019 il 19% della popolazione europea aveva raggiunto o superato i 65 anni, la previsione è che entro il 2070 la percentuale possa raggiungere il 30%.</p>



<p>Nell’analizzare il fenomeno, Eurostat, ha reso noti una serie di dati e report.</p>



<p>Un dato, se non il dato, che determina ciò è che nascono pochi bambini rispetto al passato, inevitabile conseguenza dei tempi che cambiano. Dai 2,5 bambini per ogni donna europea del 1960, si è scesi agli 1,5 odierni. &nbsp;</p>



<p>Questo si traduce in meno giovani e più anziani.</p>



<p>Purtroppo non sono solo statistiche, la preoccupazione è che questa situazione incida sulla forza lavoro: meno persone lavorano, meno persone riescono a sostenere il sistema pensionistico e il sistema sanitario.</p>



<p>Di contro la sanità si troverà a dover assistere un numero di anziani sempre maggiore, con aumento di richiesta di cure mediche e assistenza a lungo termine, e con un aumento dei costi che il sistema sanitario dovrà sostenere.</p>



<p>Se questo è un segnale non possiamo che coglierlo e affrontarlo prima che si traduca in un problema economico-sociale che riguarderà il futuro prossimo.</p>



<p>La soluzione sui numeri è difficile e lunga: contrastare il naturale calo delle nascite è arduo, incentivi alla popolazione per fare più figli vanno trovati; e di conseguenza si dovrebbero varare revisioni dei sistemi pensionistici per adeguarsi alla diminuzione del numero di contribuenti ed al conseguente aumento delle uscite destinate alle pensioni: vedi disordini attuali in Francia per la riforma pensionistica.</p>



<p>Un aspetto positivo potrebbe essere quello di avere una popolazione più esperta, potendo fare affidamento sull’esperienza e sul know-how degli anziani, il cui apporto risulta sempre importante in diverse aree della società. L’allungamento dell’età media porterà senza dubbio a un incremento in nuovi settori di lavoro come, ad esempio, quelli legati alla cura ed al benessere degli anziani.</p>



<p>Per non arrivare impreparati ad un mondo diverso è importante investire adesso su noi stessi, sulla nostra salute e sulla nostra vecchiaia!</p>



<p>Possiamo già ora migliorare il nostro futuro, esistono strumenti idonei che aiuteranno a mitigare i problemi del welfare.</p>



<p>Ognuno di noi ha già dei punti di forza da cui partire per crearsi un futuro idoneo alle proprie aspettative ma anche delle debolezze da colmare: un buon consulente può verificare come migliorare la tua situazione fin da subito.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Se dipendi dalla tua azienda per la tua pensione, il tuo reddito futuro verrà diviso per cinque. Se prendi cura di te stesso, puoi moltiplicare il tuo reddito futuro per cinque.”</p>
<cite>JIM ROHN</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Ti consiglio di vivere solo per far arrabbiare coloro che stanno pagando per la tua pensione. È il solo piacere che mi è rimasto”. </p>
<cite>VOLTAIRE</cite></blockquote>
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		<title>Rapporto Consob 2022: gli italiani e la finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 18:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli italiani si fidano più di amici e parenti che dei consulenti! La rima, involontaria, sottolinea come, a meno che l’italiano (medio) non abbia la fortuna di annoverare nella propria schiera di amici un consulente finanziario, tende a gestire in maniera approssimativa il proprio potenziale tesoretto da investitore. L’ottavo rapporto CONSOB sulle scelte di investimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli italiani si fidano più di amici e parenti che dei consulenti! La rima, involontaria, sottolinea come, a meno che l’italiano (medio) non abbia la fortuna di annoverare nella propria schiera di amici un consulente finanziario, tende a gestire in maniera approssimativa il proprio potenziale tesoretto da investitore.</p>



<p>L’ottavo <strong>rapporto CONSOB</strong> sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, relativo al 2022, ci consegna un quadro sulla gestione dei soldi da parte degli italiani poco lusinghiero.</p>



<p>Paure, poca fiducia nei professionisti e tendenza a fidarsi piuttosto di prodotti atipici e degli “sconosciuti” che li manovrano.</p>



<p>Gli italiani conoscono meglio bitcoin (valute digitali) e fondi comuni di investimento che azioni ed obbligazioni, che poi compongono il mondo dei fondi comuni di investimento.</p>



<p>Alla consapevolezza sul fatto che il professionista prima di dare consulenze debba conoscere le caratteristiche del cliente e presentargli soltanto prodotti adatti (valutazione di adeguatezza) si contrappone poi, di fatto, lo scarso ricorso ad esso.</p>



<p>Gli intervistati hanno ammesso di avere conoscenze finanziarie limitate, anche a partire dai concetti più semplici, quali “inflazione” e “investimento”, ma inspiegabilmente non sembrano nutrire fiducia in chi possa guidarli.</p>



<p>Inflazione, diversificazione, relazione rischio-rendimento, interesse semplice e rendimento atteso di un investimento continuano a essere nozioni sconosciute e di difficile interpretazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Italiani popolo di poeti, santi, navigatori ma non di investitori</h2>



<p>L’ultima indagine Consob è impietosa riguardo l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani, che si rivela spesso mediocre e scarsa.</p>



<p>Il <strong><em>Report on financial investments of Italian households 2016</em></strong> (Rapporto sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane) ha confermato il “basso livello di conoscenze finanziarie delle famiglie italiane”.</p>



<p>Gli italiani non pensano a diversificare per ridurre i rischi, solo un 6% degli interpellati (circa 2000 persone) è risultato consapevole del fatto che occorrerebbe suddividere i propri risparmi in più prodotti finanziari, anziché concentrarli in uno solo.</p>



<p>Secondo la Consob ci si dovrebbe attendere una consapevolezza del genere in un campione ben più ampio.</p>



<p>Gli italiani quindi odiano i rischi, ma di fatto non fanno nulla per evitarli.</p>



<p>Amano il risparmio e cercano di preservare i propri soldi, ma nel momento in cui decidono di investire si dimostrano molto superficiali, chiedendo consigli ad amici e parenti, piuttosto che a professionisti qualificati.</p>



<p>Relativamente alla possibilità di aumentare le proprie conoscenze finanziarie? Una possibilità che valutano ma non attuano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La percezione del consulente finanziario</h2>



<p>Ovviamente si tratta di un campione, ma il fatto che soltanto il 39% degli investitori italiani presi in esame sappia che la prestazione dei consulenti finanziari è riservata ai soggetti iscritti all’Albo unico dei consulenti finanziari, resta un dato poco edificante.</p>



<p>E se il 34% si rende conto che la consulenza costituisca un servizio a pagamento, un preoccupante 60% dichiara di non essere disposto a pagarla.</p>



<p>Va bene che il 68% sa che il consulente professionista dispensa consigli specifici basati sulle caratteristiche del cliente, la restante considerazione non è rassicurante.</p>



<p>Le famiglie spesso rifiutano la consulenza perché la ritengono viziata da conflitti di interesse, o magari non attribuiscono al servizio un reale valore aggiunto.</p>



<p>Tutto questo si potrebbe spiegare con la costante tendenza degli italiani a preferire il fai-da-te, con tutti i rischi che comporta, piuttosto che pagare commissioni per un servizio che ridurrebbe i rischi.</p>



<p>Chi si è rivolto ad un professionista spesso ha optato per investimenti sostenibili, verso i quali esiste l’interesse ma non si concretizza: lo farebbero/faranno ma non lo hanno ancora fatto anche perché, pur non conoscendoli, li ritengono rischi elevati e poco redditizi.</p>



<p>Il senso dello studio era quello di attenzionare il modus operandi degli investitori italiani, testarne le conoscenze e le abitudini, al fine di ottenere uno strumento utile alla loro tutela.</p>



<p>A questo punto, resta solo immaginare che se l’investitore non va dal consulente magari tocca al consulente fare un passo in più verso l’investitore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi Celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna“.&nbsp; </p>
<cite>DETTO POPOLARE</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.” </p>
<cite>CARLO MARIA MARTINI</cite></blockquote>
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		<title>Banca: quanto mi costi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 09:49:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[A cosa ci serve il conto corrente? Possiamo farne a meno? In questo secolo, la risposta è no! La digitalizzazione che avanza, così come la lotta all’evasione, spingono ad un uso sempre più massivo del denaro digitale e quindi della presenza di un conto corrente con tutti i suoi servizi … ma a che prezzo? [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A cosa ci serve il conto corrente? Possiamo farne a meno? In questo secolo, la risposta è no! La digitalizzazione che avanza, così come la lotta all’evasione, spingono ad un uso sempre più massivo del denaro digitale e quindi della presenza di un conto corrente con tutti i suoi servizi … ma a che prezzo?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Repetita Iuvant</h2>



<p>Ho già scritto precedentemente in merito all’argomento, relativamente ai costi attuali delle banche.</p>



<p>Dai dati che la Banca d’Italia pubblica annualmente su questo argomento, emerge un quadro di costi del conto in aumento, un quadro in cui i vecchi clienti, quelli che hanno aperto i conti correnti da molti anni, pagano di più rispetto ai nuovi clienti.</p>



<p>A questo punto cerchiamo di capire come e cosa poter migliorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costa il conto corrente</h2>



<p>Per comprendere quanto ci costa il nostro conto corrente bancario occorre guardare l’insieme delle operazioni fatte e verificare i singoli costi: difficile? Facile!</p>



<p>In questo ci aiuta il <strong>documento di sintesi&nbsp;periodico di fine anno</strong>, un documento che indica il saldo finale del conto e che contiene il riepilogo dettagliato di tutte le operazioni da noi effettuate.</p>



<p>Probabilmente chi ha un conto corrente che usa da molti anni, e che non ha mai aggiornato, potrebbe avere la brutta sorpresa di scoprire di sostenere costi più elevati di chi detiene il conto corrente nella stessa banca, ma da tempi più recenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Affezionarsi alla vecchia banca spesso è un lusso</h2>



<p>In quest’ottica probabilmente non conviene affezionarsi al proprio istituto di credito, ma guardarsi attorno e cercare, in base alle proprie esigenze, un Istituto che le soddisfi ugualmente, facendoci pagare meno.</p>



<p>Per prima cosa bisogna porsi delle domande quali per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Uso il conto per esigenze della famiglia o per esigenze personali?</li>



<li>Intendo recarmi periodicamente allo sportello o preferisco fare operazioni su Internet?</li>



<li>Quante operazioni penso di effettuare ogni mese?</li>



<li>Mi serve il bancomat, oppure una carta di credito o preferisco fare affidamento su una carta prepagata?</li>



<li>Intendo domiciliare le bollette?</li>
</ul>



<p>Una volta individuate le risposte diventerà più facile trovare la banca con il conto corrente più conveniente per le proprie esigenze … Ma non fermatevi al solo nome della banca, pensate anche a <strong>chi potrebbe assistervi</strong> una volta diventati clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cambiare o non cambiare, questo il dilemma!</h2>



<p>In tanti pensano che cambiare non sia semplice, anzi!</p>



<p>Si teme per un ritardo nel pagamento dello stipendio/pensione, per il trasferimento delle bollette e per tutti gli intoppi possibili ed immaginabili.</p>



<p>Invece oggi, con la “<strong><em>portabilità semplice</em></strong>”, la nuova banca si assume l’onere di provvedere a tutte le incombenze relative al passaggio da un Istituto all’altro, grazie al dialogo con la banca di provenienza.</p>



<p>Un’operazione che si conclude, entro 12/13 giorni lavorativi, con lo spostamento nel nuovo conto di domiciliazioni, stipendi, mutui e tutti gli oneri e/o accrediti.</p>



<p>Un vantaggio per tutti e soprattutto per chi continua a pagare più di quanto dovrebbe per paura di vedersela con le lungaggini burocratiche legate alla chiusura di conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello di cambiamento bancario</h2>



<p>Per stare al passo con l’evoluzione dei tempi e per abbattere i costi, le banche, negli ultimi anni, hanno introdotto il <strong>modello di</strong> <strong>cambiamento bancario</strong>, che mira, oltre a ridurre i costi, a renderle accessibili anche a distanza.</p>



<p>Le nuove tecnologie non le hanno lasciate indifferenti, poiché, grazie ad esse, si sono potute rendere maggiormente efficienti.</p>



<p>Tale modello di cambiamento bancario prevede anche un aumento di <strong>consulenti</strong> che aiutino i clienti a prendere decisioni più informate sui loro risparmi.</p>



<p>Se ciò, da una parte, porta vantaggio a tutti, bisogna che il cliente prenda comunque coscienza che rischia di subire passivamente qualunque decisione l’istituto di credito prenda in sua vece perché, mentre si è immobili, tutto intorno si evolve, a partire proprio dalle banche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi Celebri:</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p> “Conto. Ho il conto corrente: che fatica stargli dietro.” </p>
<cite>GUIDO CLERICETTI</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamo su:</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Ormai gli sportelli con i cassieri sono un ricordo! Oggi in banca ci sono i divanetti, le piante, la musica Lounge, sembra la sala vip dello Sheraton! Tu sei lì che ti chiedi: Chissà quanto gli sarà costato ristrutturare il tutto? Che è un pensiero da m******** perché la domanda giusta è &#8220;quanto c**** mi sarà costata a me tutta questa roba qui?&#8221; </p>
<cite>MAURIZIO CROZZA</cite></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Premi Nobel per l’Economia</title>
		<link>https://www.marcobuscemi.it/premi-nobel-per-leconomia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 11:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Le crisi si combattono a suon di idee, poco importa se queste siano nuove o prese in prestito da intuizioni passate: così possiamo anche tradurre l’assegnazione del premio Nobel per l’Economia del 2022. A riceverlo sono stati in tre e per la prima volta, ad esserne insignito, è stato un ex presidente della Federal Reserve, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le crisi si combattono a suon di idee, poco importa se queste siano nuove o prese in prestito da intuizioni passate: così possiamo anche tradurre l’assegnazione del <strong>premio Nobel per l’Economia del 2022</strong>.</p>



<p>A riceverlo sono stati in tre e per la prima volta, ad esserne insignito, è stato un ex presidente della <strong>Federal Reserve</strong>, la Banca Centrale statunitense. In generale, da quando è stato istituito il Premio, è la prima volta che rappresentanti e studiosi del sistema bancario ricevano il massimo riconoscimento per il loro lavoro.</p>



<p>Lo statunitense<strong> Ben Bernanke</strong> era ai vertici della Banca Centrale americana quando si trovò ad affrontare&nbsp;la crisi finanziaria iniziata nel <strong>2008</strong> (crisi dei <strong>mutui sub-prime)</strong>. Suo il merito di avere inventato il <strong>Quantitative easing</strong>, (alleggerimento quantitativo), immissione di liquidità grazie alla quale salvò e rilanciò l&#8217;economia degli Stati Uniti. </p>



<p>Il QE, strategia utilizzata anche da Mario Draghi in passato, consiste nell&#8217;acquisto, da parte delle banche centrali, di titoli di Stato (e di altri tipi di titoli) per immettere nuovo denaro, stimolare la circolazione di moneta e tenere sotto controllo i rendimenti.</p>



<p>Il riconoscimento per Ben Bernanke, insieme agli economisti<strong>&nbsp;Douglas Diamond </strong>e<strong> Philip Dybvig,</strong> ha voluto premiare coloro che, grazie alle loro ricerche “hanno migliorato in modo significativo la nostra comprensione del ruolo delle banche nell’economia, in particolare durante le&nbsp;crisi finanziarie<strong>”</strong>.</p>



<p>Una conclusione fondamentale dei loro studi è stata che, durante qualsiasi crisi, vanno evitate le corse agli sportelli per ritirare il proprio contante, per non esacerbare le crisi stesse e portare le banche verso il fallimento: il tutto si può tradurre nel mantenere sempre viva la Fiducia nel sistema e nel proprio istituto.</p>



<p>Poiché la politica monetaria delle banche centrali agisce per forza di cose con un ritardo temporale, si ha il tempo di adeguarsi alla situazione. Secondo Diamond “il sistema finanziario globale oggi è molto più preparato all’eventualità di una crisi finanziaria rispetto al 2008”.</p>



<p>Il Nobel 2022 per l’economia è stato un riconoscimento importante poiché trasmettete il forte messaggio che la banca debba rappresentare stabilità e fiducia, anche quando attorno tutto crolla a causa di inevitabili sconquassi socioeconomici.</p>



<p>L’idea di conservare i soldi nel materasso dovrebbe ormai essere superata in quanto le banche svolgono un ruolo fondamentale per l’economia e la crescita: basti pensare che durante la pandemia lo stato Italiano, che al momento non aveva liquidità, ha ideato dei prestiti da richiedere in banca mentre altri stati, come la Germania, direttamente bonificavano i cittadini!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una curiosità</h2>



<p>Il&nbsp;<strong>premio Nobel</strong> è un’onorificenza attribuita ogni anno, dal 1901, a chi si è distinto in alcuni specifici campi dello scibile umano.</p>



<p>Nelle idee del suo inventore, i campi di attribuzione dovevano essere cinque, ossia: fisica, chimica, fisiologia o medicina, letteratura e pace.</p>



<p>Nel 1969 la banca nazionale di Svezia ha istituito ed aggiunto il&nbsp;“premio per l&#8217;economia in memoria di Alfred Nobel”, di fatto un premio Nobel aggiuntivo visto che viene gestito insieme ai premi originari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza delle banche</h2>



<p>Come hanno ben teorizzato i tre premi Nobel, l’importanza delle banche sta nel ruolo cruciale che svolgono in seno al sistema economico.</p>



<p>Il processo è abbastanza lineare e virtuoso: il risparmiatore affida i propri soldi alla banca, sapendo che quel capitale è al sicuro. I soldi affidati alla banca vengono utilizzati per favorire degli investimenti/prestiti/mutui che daranno nuovi impulsi all’economia.</p>



<p>A tutela del risparmiatore, e a garanzia dei capitali “impegnati” c’è la garanzia fino a 100.000 euro sui depositi e la possibilità che la Banca Centrale, in caso di necessità, potrebbe intervenire come prestatore di ultima istanza: cosa avvenuta recentemente ad un grande istituto italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché sappiamo che le banche sono sicure?</h2>



<p>Le banche centrali vigilano sull’equilibrio finanziario delle banche.</p>



<p>Ci sono dei parametri che ci permettono di appurare la solidità di ogni singolo Istituto di credito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Riserva obbligatoria</strong>. Le banche hanno l’obbligo di detenere una percentuale delle proprie passività sotto forma di depositi presso la banca centrale nazionale. L&#8217;importo della riserva obbligatoria è calcolato a partire dalle passività di bilancio a cui vengono applicate delle aliquote.</li>



<li><strong>Bail In</strong>. In caso di fallimento di una banca, la stessa&nbsp; per diminuire le&nbsp; passività &nbsp;può &nbsp;rivalersi su azioni, obbligazioni subordinate, conti correnti per la cifra eccedente i 100 mila euro mentre le cifre inferiori sono garantite da un fondo interbancario.</li>



<li><strong>Common Equity Tier 1 ratio o Cet1 ratio</strong>. Rappresenta il parametro principale a cui banche, investitori e risparmiatori fanno riferimento per valutare la solidità di una banca. Viene calcolato rapportando il capitale ordinario versato (<strong>Tier 1</strong>) con le attività ponderate per il rischio. Il valore minimo indicato è quello dell’8%.</li>



<li><strong>Asset and liability management (ALM). </strong>È il processo di gestione di&nbsp;attività e passività. Tale modello consente di misurare il livello di rischio di tasso per tutta l’operatività finanziaria, e di esplicitare il potenziale di perdita o di profitti derivante da oscillazioni di tassi di mercato.</li>
</ul>



<p>E poi, fuori da ogni elenco perché imprescindibile, c’è il fattore umano: persone a cui affidare con fiducia i propri investimenti perché agiscono nell’interesse dei propri clienti e sanno indirizzarli verso le scelte più adatte alla loro esposizione al rischio ed alle loro esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi Celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>&#8220;La lezione della storia è che non si ottiene una ripresa economica sostenuta mentre il sistema finanziario è in crisi&#8221; &nbsp;</p>
<cite>Ben Bernanke</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamoci su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“La banca ha fiducia in te; però ti chiedono i documenti per accettare i tuoi soldi e ti prestano una biro legata a una catenella.” </p>
<cite>BEPPE GRILLO</cite></blockquote>
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		<title>Oltre la crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 20:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Argomenti di rilevanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora nel pieno di una crisi pandemica ecco arrivare l’inflazione con un caro bollette esagerato e inatteso a cui si aggiunge la paura per una guerra non tanto lontana. Di tutto ciò i mercati finanziari ne risentono pienamente. Certo che in questo periodo non farsi prendere dallo sconforto è difficile: troppe scorie da smaltire. E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ancora nel pieno di una <strong>crisi pandemica</strong> ecco arrivare <strong>l’inflazione</strong> con un <strong>caro bollette</strong> esagerato e inatteso a cui si aggiunge la <strong>paura per una guerra</strong> non tanto lontana. Di tutto ciò <strong>i mercati finanziari ne risentono pienamente</strong>.</p>



<p>Certo che in questo periodo non farsi prendere dallo sconforto è difficile: troppe scorie da smaltire. E non ci si stupisce che si resti ancorati alle sensazioni negative del recente passato, laddove non si riescono ad intravedere futuri momenti migliori.</p>



<p>Però la necessità aguzza l’ingegno, ed è così che gli aiuti in qualche modo arrivano, sia da parte dei governi, impegnati ad attuare piani d’emergenza per i propri cittadini (Germania in primis, già attivatasi, ma si lavora per uno <strong>scudo europeo</strong>) sia da parte dei cittadini stessi, che reagiscono alla crisi cambiando alcune abitudini (vedi l’aumento delle vendite di generatori di energia privati, per abbattere i costi, ma non solo).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il cambiamento è sopravvivenza</strong></h2>



<p>Il passato più lontano ha consegnato alla storia altre crisi di notevole entità, ma i cambiamenti che ne sono derivati, messi in atto per superarle, hanno fatto emergere ciò che siamo adesso, il nostro modo di essere e vivere attuale.</p>



<p>La crisi odierna sta già generando cambiamenti dei quali gioveremo in futuro.<br>Questo perché i cambiamenti sono figli uterini delle circostanze, in fondo non si cambia perché si vuole cambiare ma perché si deve.</p>



<p>E così la storia ci insegna che i più inattesi frutti dell’ingegno umano sono stati favoriti da qualsivoglia tipo di crisi, perché è sotto stress che l’inventiva umana si manifesta con invenzioni e decisioni altrimenti inimmaginabili.</p>



<p>Nel <strong>1815</strong> la <strong>catastrofica eruzione del Monte Tambora</strong>, in Indonesia, provocò una nube di cenere e polvere che attraversò tutto il mondo; l’evento <strong>causò cambiamenti climatici</strong> per un intero anno, tradottisi in una carestia che colpì Europa, America e Asia. Il mezzo di trasporto più comune, a quei tempi, era il cavallo, ma non potendo allevarne, per mancanza di cibo, ed essendo allo stesso tempo costretti a macellarli, per lo stesso motivo, ci si trovò ad interrogarsi su come fosse possibile sostituire i cavalli.</p>



<p>La risposta venne dal tedesco <strong>Karl von Drais</strong>, che immaginò uno strumento per spostarsi più velocemente. Lui la chiamò <em>Laufmaschine</em>, oggi la conosciamo come <strong>bicicletta</strong>.</p>



<p>Se guardiamo ad appena 2 anni fa, vediamo come <strong>la pandemia</strong> abbia dato <strong>nuova linfa alla tecnologia</strong>, indicando ad aziende, scuole e privati cittadini la via più breve e più pratica per continuare a intrattenere rapporti sociali, anche senza muoversi da casa. E adesso che l’emergenza è finita in molti non potrebbero più rinunciare allo <strong>smart working</strong> o comunque alle videochiamate.</p>



<p><strong>Si è accelerata la ricerca scientifica</strong> grazie a forti sovvenzioni e in 9 mesi si è arrivati alla scoperta di un vaccino.<br>Persino i droni, che venivano visti come bei giocattoli costosi, o come pericolose armi da guerra, adesso sono più alla portata del cittadino medio e promettono di veicolare le consegne in un prossimo futuro se non addirittura sostituti delle auto &#8230; insomma un’esplosione di Tecnologia!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cambiamenti di questa crisi</strong></h2>



<p>Cosa potrà cambiare dopo questa crisi? Cosa ci porteremo?<br>Di certo si è capito che la dipendenza di materie prime da altre nazioni può diminuire, se non scomparire, data la presenza di elementi naturali che possono creare energia ovunque: qui si sta investendo parecchio nella ricerca, dalle <strong>fonti alternative al Nucleare</strong>.<br>Non solo, si programmano escursioni oltre l’atmosfera Terrestre, verso Luna e Marte, con il <strong>programma Artemis</strong>.<br>Tutto ciò non viene più effettuato con soli soldi pubblici, ma anche i grandi privati iniziano ad investire per superare le crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Crisi uguale opportunità?</strong></h2>



<p><strong>Se la storia ci insegna che dopo ogni crisi vi è stato un progresso</strong>, in egual modo ci insegna che ogni crisi ha avuto un inizio ed una fine!<br>Le guerre iniziano e finiscono, l’inflazione abbassa la sua incidenza una volta controllata e cosi via.</p>



<p>E quindi per un risparmiatore che lezioni trarre?<br>Di certo la cosa più importante, ma anche la più difficile da fare, è non farsi prendere dall’emotività del momento: se si <strong>è ben pianificato nel tempo</strong> e <strong><a href="https://www.marcobuscemi.it/investire-e-tutelare/" data-type="post" data-id="693">diversificato il proprio patrimonio</a></strong>, si potranno comunque raggiungere i propri obiettivi, anzi, sfruttando questo momento, si può addirittura accelerare il perseguimento degli stessi.</p>



<p>Se l’emotività stesse vincendo sulla ragione, o se non ti fossero chiari gli obiettivi da perseguire, ti suggerisco di trovare un professionista del risparmio che ti possa accompagnare in questo percorso.<br>Io una bussola in più ce l’ho se vorrai.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frasi Celebri</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.”</p><cite>SIR WINSTON CHURCHILL</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ridiamo su</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Noi generalmente cambiamo noi stessi per due ragioni: ispirazione o disperazione.”</p><cite>JIM ROHN</cite></blockquote>
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		<title>Il cambiamento energetico/climatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Buscemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 10:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tutela del Patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[1878, Esposizione Universale di Parigi, una nuova tecnologia vince la medaglia d&#8217;oro per le sue opere, in particolare per la produzione di ghiaccio con il calore solare concentrato.Tuttavia, valutando l&#8217;energia solare antieconomica (molto più cara del carbone in quel periodo), la nuova scoperta non ricevette finanziamenti per progredire. 2022, meglio tardi che mai e speriamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>1878, Esposizione Universale di Parigi, una nuova tecnologia vince la medaglia d&#8217;oro per le sue opere, in particolare per la produzione di ghiaccio con il calore solare concentrato.<br>Tuttavia, valutando l&#8217;energia solare antieconomica (molto più cara del carbone in quel periodo), la nuova scoperta non ricevette finanziamenti per progredire.</p>



<p>2022, meglio tardi che mai e speriamo non troppo tardi, per tutelare il nostro pianeta, <strong>vengono stanziati in tutto il mondo</strong> finanziamenti ad hoc per l’energia pulita.</p>



<p>L’Italia, nello specifico, ha realizzato il <strong>PNRR</strong>, ovvero <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza </strong>dal valore complessivo di 235 miliardi di euro tra risorse europee e Nazionali di questi, circa 71 miliardi di euro sono destinati alla transizione ecologica.</p>



<p>Il PNRR attua una direttiva europea che impone di investire in diversi ambiti di cui circa <strong>71 miliardi di euro</strong> in Italia andranno destinati allo scopo di <strong>implementare la transazione ecologica</strong>, cifra che supera il limite minimo di investimenti richiesti dall’Unione Europea. La fetta più grossa del PNRR spetta alle infrastrutture per la <strong>mobilità sostenibile</strong>, che tocca il <strong>40% del totale</strong>, seguita dalle misure di “efficientamento”, che permettono di <strong>ridurre i consumi di acqua ed energia</strong>, cui toccherà il <strong>31% dei fondi</strong>.</p>



<p>Questi fondi andranno a operare migliorie negli immobili e alle reti elettriche ed idriche del Paese, migliorando lo stato di salute dell’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il cambiamento climatico</strong></h2>



<p>Secondo parte della comunità scientifica il <strong>cambiamento climatico</strong> è un fenomeno strettamente collegato all’attività umana. </p>



<p>Una delle soluzioni é quella di attuare quanto prima la transizione energetica con la dismissione delle fonti di energia non rinnovabili (petrolio, gas, carbone) altamente inquinanti ed effettuare il passaggio alle energie rinnovabili.</p>



<p>Rispetto al passato la richiesta di energia è troppo alta per riuscire a raggiungere un cambiamento definitivo, come quelli già avvenuti in passato, per cui i sistemi energetici sono destinati, per un periodo iniziale, a una convivenza.</p>



<p>Il destino delle centrali a carbone sembrava segnato entro il 2025, anche se oggi purtroppo questa data potrebbe essere rivista alla luce della variata situazione bellica internazionale.<br>La &nbsp;stessa situazione bellica allo stato attuale sta spingendo fortemente tale transizione, ed accelerando la ricerca, al fine di non essere più legati ai paesi produttori al fine di essere indipendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Investimenti e Risparmiatori</strong></h2>



<p>Le condizioni climatiche instabili condizionano inevitabilmente le scelte dei  risparmiatori, specialmente quelli più giovani, in quanto devono tener conto delle aziende da premiare e quelle da bocciare per curare il mondo che si ritroveranno ad abitare.<br><br>Già da qualche anno<strong> i gestori dei fondi pensione</strong> di tutto il mondo <strong>stanno premiando le aziende che sposano il cambiamento sostenibile</strong> e non solo climatico facendo nascere nuove tipologie di <strong>investimento ESG</strong> (Enviroment, Social e Governance) trasversali in tutte le aziende del globo.<br><br><strong>I fondi pensione</strong> hanno dato il via e adesso l’industria del risparmio inizia a far parte del <strong>cambiamento sostenibile!</strong><br>Quindi oltre agli investimenti pubblici vi sono anche i privati che stanno cercando di effettuare i cambiamenti sostenibili, pena l’esclusione futura dal mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Risparmio e momento attuale</strong></h2>



<p>Come sempre avviene nei momenti di maggiore incertezza la liquidità nei conti correnti ristagna se non aumenta.<br>Ciò va bene per chi avesse esigenze da risolvere nel lasso temporale di pochi mesi, massimo un anno, meno per chi avesse esigenze che abbiano durate molto più prolungate nel tempo.</p>



<p>Se le incognite ci fanno vedere poco distante c’è da chiedersi: possibile che tutti questi investimenti per contrastare il cambiamento climatico non portino anche la possibilità di migliorare e tutelare, oltre l’ambiente, i nostri risparmi e di raggiungere i nostri obbiettivi che abbiamo a lungo termine? Possibile che la tecnologia, che in questo periodo a livello di mercato azionario ha avuto un forte ribasso, non faccia più parte del nostro futuro?</p>



<p>Io credo che come sempre avvenga in ogni crisi bisogna guardare non solo al presente ma a ciò che la crisi ha mosso ed alle sue dinamiche future.</p>



<p><strong>Restare fermi</strong> in questo periodo può <strong>risultare molto controproducente!</strong></p>



<p>Se vuoi <a href="https://www.marcobuscemi.it/contatti/">Contattami</a> e ti saprò indicare la soluzione più adatta alle tue esperienze ed esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Frasi Celebri</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“L&#8217;unico motivo per cui il riscaldamento globale sembra inarrestabile è che non abbiamo ancora provato a fermarlo.” </p><cite>GREGG EASTERBROOK</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ridiamoci su</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Il triangolo delle Bermuda si è stancato di essere un posto caldo. Si è spostato in Alaska. Ed ora Babbo Natale manca all&#8217;appello.” </p><cite>STEVEN ALEXANDER WRIGHT</cite></blockquote>
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